LO SNAP RILANCIA L’OFFENSIVA LEGALE DIGNITÀ, SALUTE E DIRITTI:
MESSA IN MORA L’AMMINISTRAZIONE SU LAVAGGIO UNIFORMI E TEMPO DIVISA.
Cari colleghi,
la Segreteria Nazionale SNAP continua senza sosta l’azione di tutela dei diritti degli appartenenti alla Polizia di Stato. In questi giorni, attraverso lo studio legale dell’Avv. Luigi Parenti, abbiamo formalizzato due pesanti atti di costituzione in mora nei confronti del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della P.S., portando a compimento percorsi avviati già negli scorsi mesi.
- LAVAGGIO E MANUTENZIONE UNIFORMI (DPI)
In data 12 febbraio 2026, lo SNAP ha notificato una nuova messa in mora per porre fine a un’inadempienza che grava sulle tasche e sulla salute dei poliziotti.
– Il Principio: Le divise operative sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurarne l’igiene e l’efficienza (Art. 77 D.Lgs. 81/08 e Art. 2087 c.c.).
– Salute e Rischio Biologico: Il lavaggio domestico non è solo un costo, ma un rischio sanitario. Le lavatrici di casa non garantiscono la sanificazione professionale necessaria contro agenti patogeni, biologici o chimici con cui entriamo in contatto in servizio, esponendo i nostri familiari a potenziali contaminazioni.
– Il Danno Economico: Abbiamo stimato che ogni poliziotto spende ingiustamente tra i 300 € e i 450 € annui per la manutenzione di ciò che l’Amministrazione dovrebbe garantire gratuitamente.
– La Richiesta: Esigiamo un servizio di sanificazione a carico dell’Amministrazione e il rimborso retroattivo di tutte le spese sostenute.
- RICONOSCIMENTO DEL “TEMPO DIVISA”
Dopo l’istanza di ottobre 2025, l’11 febbraio 2026 abbiamo diffidato l’Amministrazione per il riconoscimento dei tempi di vestizione e svestizione.
– Il Diritto: Il tempo impiegato per indossare la divisa e l’equipaggiamento è tempo di lavoro (Art. 18 D.P.R. 782/85 e Cass. Ord. n. 25034/2025), poiché è un obbligo funzionale al servizio e non una libera scelta.
– Lavoro “Regalato”: Operazioni di vestizione e svestizione richiedono circa 30 minuti giornalieri. Questo significa che ogni mese “regaliamo” all’Amministrazione circa 11 ore di lavoro che non vengono né retribuite né recuperate.
– La Richiesta: Questi tempi devono essere computati nell’orario di lavoro o regolarmente retribuiti come straordinario.
COSA SUCCEDE ORA?
Per entrambe le iniziative abbiamo concesso all’Amministrazione un termine di 30 giorni per fornire risposte concrete. Lo SNAP non accetterà ulteriori ritardi: se il Dipartimento non interverrà, siamo pronti ad adire le vie giudiziarie per ottenere rimborsi e risarcimenti per tutti i nostri rappresentati.
La forza dello SNAP dipende dalla compattezza dei suoi iscritti. È il momento di far valere i nostri diritti: la divisa è il nostro simbolo, ma non può essere un peso economico né un furto di tempo alla nostra vita privata.
UNITI SI VINCE, SEMPRE DALLA PARTE DEI COLLEGHI.
Roma, 13 febbraio 2025
IL SEGRETARIO GENERALE
Simone Paolo CESARIO













































