
Illustrissimi,
in vista dell’imminente conversione in legge del DL Sicurezza 2026, attualmente all’esame del
Parlamento, questa Organizzazione Sindacale ritiene doveroso formulare osservazioni puntuali e
proposte concrete, affinché il provvedimento sia pienamente coerente con i principi di buon andamento ed efficienza dell’azione amministrativa sanciti dall’art. 97 della Costituzione.
Pur riconoscendo il valore delle misure previste a tutela delle donne e degli uomini in divisa, si richiama
con fermezza l’attenzione su una criticità non più procrastinabile: la grave e strutturale carenza di
organico nel ruolo degli ispettori della Polizia di Stato.
I dati ufficiali evidenziano che, al 31 dicembre 2025, tale deficit ammontava a 7.940 unità. Un simile
sottodimensionamento dell’organico in parola, incide direttamente sulla funzionalità operativa
dell’Amministrazione e sull’effettiva capacità di garantire i livelli essenziali di sicurezza, in contrasto con i
principi di efficienza, efficacia ed economicità di cui alla legge n. 241/1990.
Alla luce di ciò, si ritiene fondamentale un intervento normativo incisivo volto al pieno riequilibrio del ruolo. In tale prospettiva, la proroga della fase transitoria del riordino delle carriere fino al 2028 si configura non come mera opzione, bensì come misura necessaria per fronteggiare la carenza cronica di personale nel ruolo ispettori, aggravata dal fisiologico turn over dovuto ai pensionamenti.
Rimanendo in tema, si ribadisce, a tal proposito, l’ipotesi già avanzata da questa O.S. di sospendere, fino
al 2029, la quota di posti riservati ai concorsi pubblici, destinando integralmente le disponibilità ai concorsi interni, ai sensi della normativa vigente in materia di progressioni di carriera nel pubblico impiego. Tale intervento risponderebbe pienamente ai criteri di valorizzazione delle risorse interne e di continuità amministrativa, consentendo al contempo una più rapida copertura dei posti vacanti nel ruolo degli ispettori.
Parimenti, si sollecita una rimodulazione dell’aliquota dei posti disponibili per la nomina alla qualifica di
vice ispettore, prevedendo la destinazione del 70% dei posti ai Sovrintendenti mediante concorso interno
per titoli e del restante 30% al personale con almeno cinque anni di servizio, tramite concorso interno per
titoli ed esami. Tale impostazione, oltre a rispettare i principi di meritocrazia e progressione interna sanciti
dal d.lgs. n. 165/2001, garantirebbe una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche, anche in
considerazione dell’omogeneità dei trattamenti economici tra i ruoli interessati.
Si evidenzia, inoltre, che entrambi i ruoli risultano già titolari della qualifica di Ufficiale di Polizia
Giudiziaria, ai sensi del codice di procedura penale, circostanza che rafforza la piena coerenza funzionale
della proposta avanzata.
Si sottolinea con determinazione che il mero reintegro del turn over non è sufficiente a colmare il divario
esistente. Infatti, a fronte di una carenza di 7.940 unità, la sola sostituzione dei pensionamenti fino al 2028
determinerebbe l’immissione di circa 6.400 ispettori, lasciando irrisolta una significativa quota di
scopertura. Una simile scelta si porrebbe in evidente contrasto con i principi di buon andamento della
Pubblica Amministrazione e rischierebbe di compromettere ulteriormente l’efficienza operativa della
Polizia di Stato.
Al contrario, un intervento strutturale volto al completo ripianamento del ruolo consentirebbe di
consolidare una qualifica assolutamente strategica ed essenziale per garantire il necessario raccordo tra
la dirigenza e la componente operativa, rafforzando in modo concreto la capacità amministrativa e
operativa dell’Istituzione.
In tale ottica, si ritiene altresì necessario prevedere una revisione dei tempi di permanenza nelle
qualifiche, al fine di assicurare una maggiore dinamicità dei percorsi di carriera, in linea con i principi di
efficienza e valorizzazione del merito.
Qualora, inoltre, in sede di conversione del decreto si intendesse introdurre il requisito della laurea
triennale per l’accesso ai concorsi pubblici per vice ispettore, si rappresenta l’esigenza, ai sensi dei
principi di equità e ragionevolezza dell’azione amministrativa, di prevedere adeguate forme di
valorizzazione per il personale già in possesso di tale titolo, in particolare nel ruolo dei Sovrintendenti, al
fine di evitare future disparità di trattamento e disallineamenti ordinamentali.
Si esprime, infine, apprezzamento per la previsione dell’esonero dalle prove fisiche e dagli accertamenti
psico-fisici per il personale partecipante ai concorsi interni, misura che appare coerente con i principi di
semplificazione amministrativa e proporzionalità.
Si confida che le proposte sopra esposte, formulate nel rispetto del quadro normativo vigente e
nell’interesse esclusivo del buon funzionamento dell’Amministrazione, possano trovare adeguato
accoglimento in sede di conversione del provvedimento.
Si porgono deferenti saluti.
Il Segretario Generale Nazionale
Paolo Simone CESARIO


















































