E’ a dir poco imbarazzante quello che sta accadendo da anni in ordine alla gestione e la conseguente assegnazione degli alloggi della Questura di Roma. Una situazione che persiste, come noto, da oltre un decennio ma che oggi, a causa di una inaccettabile inerzia e disorganizzazione, nonché a causa del mancato rispetto delle regole, è divenuta ormai una situazione cronica palesemente insopportabile, non degna di un’amministrazione garante di legalità come la Polizia di Stato.
Dopo un lungo periodo di osservazione e reperimento di documentazione e stante le innumerevoli segnalazioni di irregolarità pervenute, è giunto il momento di dire basta a questa vergognosa e ingiustificata gestione degli alloggi, che oltre a comportare gravissimi disagi (personali ed economici) ai colleghi che necessitano realmente di un posto letto, gravano pesantemente sull’erario, producendo un rilevante e ingiustificato esborso di risorse economiche, risorse che con un minimo di organizzazione ed impegno, applicando semplicemente le regole dell’ordinamento che la stessa Questura si è data, potrebbero essere facilmente evitate.
Era il lontano 11 maggio 2021 e la situazione alloggiativa presentava già delle gravi criticità, quando il Questore di Roma dell’epoca (Dr. Esposito) e le Organizzazioni Sindacali, in seduta comune, hanno approvato il Regolamento per l’autorizzazione alla fruizione dei posti letto presso gli alloggi collettivi di servizio di cui all’ art. 49 comma 4 D.P.R. 28 ottobre 1985, n. 782.
Tale regolamento, oltre a definire i criteri e le modalità per l’assegnazione degli alloggi, stabilisce con precisione; 1) la durata delle autorizzazioni, 2) i motivi che producono la decadenza dell’autorizzazione, e soprattutto 3) le modalità per il recupero del posto letto.
In particolare l’art. 8 del predetto regolamento, stabilisce che “il dipendente interessato da un provvedimento di revoca, non più autorizzato a permanere nell’alloggio collettivo di servizio, dovrà rilasciare il posto letto entro i termini stabiliti dall’art. 6 (ovvero entro 60 giorni dalla data di notifica del provvedimento conseguente al relativo accertamento). In caso di inosservanza di tali termini il dirigente dell’USTL, previa comunicazione all’interessato di avvio del procedimento amministrativo, disporrà il recupero dell’alloggio con accesso forzoso – ergo sfratto esecutivo.
Il regolamento prevede inoltre che in assenza del dipendente interessato gli effetti personali di quest’ultimo vengano asportati e depositati presso un locale dell’Amministrazione per 30 giorni decorsi i quali, in assenza di giustificato motivo, verrà incaricata una ditta per il trasporto e/o custodia delle masserizieche saranno poi poste a carico del dipendente inadempiente.
Ebbene a distanza di 5 anni dall’approvazione di tale regolamento la Questura oggi ci viene a dire che a fronte di 465 richieste di alloggio (colleghi provenienti da regioni anche lontanissime, trasferiti e/o assegnati d’ufficio alla Questura di Roma) ci sono solamente 180 posti disponibili, e questo perché attualmente ci sono ancora 146 posti occupati da soggetti che vi permangono senza averne più titolo da 10 a 34 anni e 145 posti occupati da soggetti che vi permangono senza averne alcun titolo da 6 a 9 anni per un totale di 291 posti letto illegittimamente occupati da dipendenti (quasi tutti recidivi e inadempienti a diverse intimazioni) che per motivi incomprensibili che sfuggono alla logica comprensione, ancora non sono stati sfrattati forzosamente come prevede il regolamento della Questura.
La domanda a questo punto nasce spontanea: che cosa è stato fatto in questi 5 anni per liberare questi posti letto.?? Quanti sfratti esecutivi sono stati applicati??
E come se non bastasse, dalle informazioni assunte, risulterebbe che tra i tanti furbetti di quartiere, vi sarebbero anche alcuni sindacalisti di lungo corso, i quali continuano indisturbati ad occupare illegittimamente posti letto senza averne titolo.
A fronte di tutto ciò si continua spendere ingenti risorse economiche per prorogare i soggiorni degli agenti in prova presso costosissime strutture alberghiere e nel frattempo centinaia di colleghi trasferiti e assegnati d’ufficio alla Questura di Roma sono costretti a pagare affitti per migliaia di euro al mese, elemosinando un posto letto che gli spetterebbe di diritto…se ci fosse..!!.
Ma la cosa ancor più grave è che questa gravissima carenza di alloggi causata dalla colpevole mancata attivazione degli sfratti esecutivi, comporta, ad ogni assegnazione, l’assalto a quei pochi posti disponibili, generando un mercimonio di posti letto semplicemente spregevole, di cui i sindacati diventano spesso, gioco forza, protagonisti principali, poiché continuamente stimolati dai dipendenti stessi che chiedono, a ragione, una giusta tutela per l’assegnazione di un posto letto.. Ebbene tutto ciò è semplicemente grottesco e non può più essere tollerato.!!
Stante quanto sopra, preso atto delle gravi criticità che ancora oggi persistono, producendo grave malessere tra il personale e gravissime disparità di trattamento, in particolare per gli oltre 200 neo ispettori che sono stati assegnati alla Questura di Roma, tenuto conto che la riunione del 23 marzo u.s. non ha dato alcuna rassicurazione e garanzia in tal senso, questa O.S. nei prossimi giorni con formale istanza intimerà al Questore di Roma di procedere, con effetto immediato (entro 60 giorni) agli sfratti forzosi di tutti quei dipendenti che hanno già ricevuto formale intimazione al rilascio dell’alloggio e che ancora oggi occupano un posto letto senza averne alcun titolo, nel rispetto del regolamento sopra indicato, significando che in caso di mancata esecuzione degli sfratti esecutivi, si vedrà costretta, suo malgrado, a presentare un esposto alle Autorità competenti al fine di accertare le rispettive responsabilità (anche erariali) e ristabilire l’ordine delle cose, assicurando una gestione degli alloggi spedita, trasparente e degna di quest’amministrazione.
Il SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE
Roberto Intotero
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