Oggetto: Caro carburante – proposta di agevolazione per il personale della Polizia di Stato costretto a utilizzare il mezzo privato per raggiungere la sede di servizio.
Illustrissimo Presidente,
il crescente costo dei carburanti sta incidendo in maniera significativa sul potere d’acquisto delle famiglie e, in particolare, su quei lavoratori che sono costretti a utilizzare quotidianamente il proprio mezzo per raggiungere il luogo di lavoro.
Tra questi vi sono migliaia di donne e uomini della Polizia di Stato, per i quali tale condizione assume una particolare rilevanza.
La specificità del servizio, infatti, impone turnazioni notturne, ingressi nelle prime ore del mattino, uscite nelle ore notturne e prestazioni nei giorni festivi, mentre molti operatori sono assegnati a sedi periferiche o disagiate, spesso non adeguatamente collegate dal trasporto pubblico.
In tali circostanze l’automobile non rappresenta una scelta di comodità, ma l’unico mezzo concretamente disponibile per raggiungere puntualmente la sede di servizio.
È per questo che, nell’ambito delle misure che il Governo sta valutando per contrastare il caro carburante, lo SNAP ritiene necessario considerare, accanto alla situazione economica familiare e all’ISEE, anche il costo della mobilità imposto dalle concrete condizioni di lavoro.
Lo SNAP Le propone pertanto di valutare l’introduzione di uno specifico meccanismo di agevolazione fiscale o di rimborso della mobilità casa–sede di servizio, destinato al personale della Polizia di Stato che, per distanza, sede o articolazione dei turni, non disponga di una reale alternativa al mezzo privato.
Il beneficio potrebbe essere parametrato ai chilometri percorsi e alle giornate di effettivo servizio, prevedendo criteri più favorevoli per chi svolge turnazioni incompatibili con il trasporto pubblico e per il personale impiegato presso sedi disagiate.
A titolo meramente propositivo, potrebbe essere individuato un parametro nell’ordine di 0,20–0,25 euro per chilometro, entro un limite massimo annuo e secondo modalità di verifica stabilite dalla legge.
Una misura selettiva di questo tipo consentirebbe di intervenire direttamente su una spesa che, per molti poliziotti, non è discrezionale, ma è strettamente collegata all’obbligo di raggiungere la sede presso la quale lo Stato ha disposto che prestino servizio.
Signor Presidente, non chiediamo un privilegio per il personale della Polizia di Stato. Chiediamo che venga riconosciuta una condizione oggettiva: quando le esigenze del servizio rendono indispensabile l’utilizzo dell’automobile privata, il relativo costo non dovrebbe gravare interamente sullo stipendio del lavoratore.
In una fase nella quale l’inflazione continua a comprimere il reddito reale, sostenere anche il costo crescente della mobilità per raggiungere il proprio posto di lavoro rappresenta un ulteriore sacrificio per le famiglie dei poliziotti.
Per queste ragioni, Le chiediamo di voler valutare l’inserimento del personale della Polizia di Stato tra i destinatari di specifiche misure di sostegno al costo del carburante, attraverso uno strumento semplice, selettivo, verificabile e direttamente collegato alle effettive esigenze di servizio.
Sarebbe un intervento concreto a favore di chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dei cittadini anche quando il resto del Paese si ferma.
Con osservanza.
Il Segretario Generale
Dr. Paolo Simone CESARIO





















































