Il 27 maggio u.s. presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è tenuta una riunione sul tema delle incompatibilità ambientali. Per anni centinaia di colleghi sono stati penalizzati da un sistema opaco, privo di criteri uniformi, basato su valutazioni soggettive e spesso su interpretazioni arbitrarie. Un sistema che ha prodotto sofferenza, disagi familiari, trasferimenti forzati senza preavviso e decisioni che nulla avevano a che vedere con la tutela dell’ordine pubblico. Oggi, finalmente, il Dipartimento rileva ciò che noi denunciamo da tempo: l’attuale gestione delle incompatibilità è inadeguata, ingiusta e incompatibile con i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
L’ipotesi di introduzione del “preavviso di incompatibilità” e l’obbligo di rendere visibili al dipendente le motivazioni e la documentazione istruttoria tramite il Portale Mobilità rappresentano passi avanti importanti, ma arrivano dopo anni di silenzi, errori, provvedimenti illegittimi e vite familiari stravolte. Non possiamo più accettare che ai colleghi vengano negati trasferimenti sulla base di “sensazioni”, “valutazioni informali” o presunte frequentazioni mai dimostrate e che la vita di un servitore dello Stato venga sacrificata sull’altare della discrezionalità o meglio dell’arbitrarietà..!!.
Il Dipartimento ha illustrato criteri nazionali che finalmente distinguono tra rischio reale e rischio presunto, tra parentela e frequentazione, tra situazioni documentate e semplici supposizioni. È un passo nella direzione giusta, ma non basta.
PROPOSTE
- Previsione di un incompatibilità territoriale (comunale) anziché provinciale: in relazione alla specifica competenza territoriale dell’ufficio richiesto. Il principio cardine deve essere quello che laddove non c’e’ competenza territoriale non esiste incompatibilità.
- Motivazione analitica: Ogni provvedimento deve contenere una motivazione dettagliata e analitica, basata esclusivamente su elementi documentati, dei motivi e le ragioni che sono concausa dell’incompatibilità, escludendo giudizi sommari, e valutazioni soggettive o non verificabili.
- Obbligo di valutazione delle esigenze familiari: la situazione di incompatibilità deve essere comparata e commisurata con la gravità delle condizioni di salute e della situazione familiare del dipendente.
- Contraddittorio preventivo ed assistito a richiesta: Prima dell’adozione di qualsiasi provvedimento, qualora il dipendente lo richieda per iscritto, questo deve essere ascoltato in un contraddittorio formale, con possibilità di essere assistito da un rappresentante sindacale.
- Revisione periodica dei provvedimenti: Ogni provvedimento di incompatibilità deve essere riesaminato annualmente in concomitanza di ogni movimentazione per verificare l’attualità delle condizioni e consentire il rientro prioritario quando il rischio viene meno.
Lo SNAP auspica i criteri proposti siano introdotti ed applicati in modo uniforme e razionale su tutto il territorio nazionale e che ogni provvedimento sia attentamente valutato sulla base dei rigorosi criteri che saranno stabiliti. Auspichiamo inoltre che vi sia un’attenta e scrupolosa valutazione complessiva delle esigenze familiari e che la vita familiare non sia più ignorata.
Continueremo a vigilare con determinazione, senza timori reverenziali, e non consentiremo che le promesse restino lettera morta. La dignità dei colleghi non dovranno mai più essere calpestate..!! Le interpretazioni di Questori e Vicari svogliati, poco attenti (anche incompetenti in alcuni casi) e insensibili alle necessita e ai bisogni dei poliziotti non saranno più tollerate..!! occorrono criteri chiari e trasparenti così disposto dal decreto del Capo della Polizia emesso lo scorso 15 novembre.
LA SEGRETERIA NAZIONALE










































