

OGGETTO: Grave criticità nella gestione delle fodere dei giubbotti antiproiettile presso l’Ispettorato di P.S. Viminale. Richiesta urgente di accertamenti ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e dell’art. 2087 c.c.
A seguito delle numerose segnalazioni pervenute dal personale in servizio presso l’Ispettorato Viminale, le OO. SS. Sopraindicate, vogliono formalmente interessare le competenti Autorità dell’Amministrazione in
merito a presunte e gravi criticità riguardanti la gestione delle fodere dei giubbotti antiproiettile in uso agli operatori.
Secondo quanto segnalato, le fodere verrebbero frequentemente riutilizzate da personale diverso senza che risultino adottate procedure formalizzate, periodiche e tracciabili di pulizia, igienizzazione e
sanificazione.
Qualora tali circostanze fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una situazione incompatibile con i principi di prevenzione e tutela della salute sanciti dal D.Lgs. n. 81/2008.
L’utilizzo promiscuo delle fodere dei giubbotti antiproiettile, in assenza di adeguate procedure di sanificazione e tracciabilità degli interventi, può esporre il personale a rischi di natura biologica e igienico-sanitaria, derivanti dal contatto con superfici interne del DPI potenzialmente contaminate da sudore, secrezioni cutanee e microrganismi. Tali condizioni, anche in considerazione del fatto che il dispositivo è indossato per periodi prolungati sopra la divisa operativa e a stretto contatto con essa, possono comunque favorire fenomeni di irritazione cutanea, dermatiti, infezioni e reazioni allergiche, oltre a determinare condizioni di disagio operativo. Non può essere considerato accettabile che un
Dispositivo di Protezione Individuale di III Categoria, destinato a salvaguardare la vita e l’incolumità degli operatori di Polizia, venga utilizzato in simili condizioni.
Gli articoli 15, 18 e 77 del D.Lgs. n. 81/2008 impongono al Datore di Lavoro e ai Dirigenti competenti l’obbligo di garantire che i DPI siano mantenuti in perfetta efficienza e in adeguate condizioni igieniche, adottando tutte le misure necessarie per eliminare o ridurre al minimo i rischi per la salute
dei lavoratori.
Analoga portata assume l’art. 2087 del Codice Civile, che obbliga l’Amministrazione ad adottare tutte le misure tecniche, organizzative e preventive necessarie a tutelare l’integrità fisica del personale.
Per tali ragioni le scriventi OO. SS. chiedono:
- l’immediata effettuazione di verifiche ispettive presso l’Ispettorato Viminale;
- la verifica della presenza nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di specifiche procedure riguardanti la gestione, la sanificazione e la sostituzione delle fodere dei G.A.P.;
- il coinvolgimento del Medico Competente per la valutazione dei rischi biologici e dermatologici connessi all’attuale sistema di utilizzo;
- l’adozione di procedure uniformi, documentate e tracciabili per la sanificazione dei dispositivi;
- la disponibilità di fodere di ricambio adeguate alle caratteristiche antropometriche del personale;
- la trasmissione dei protocolli e delle procedure eventualmente in uso presso l’Ufficio.
Altresì ritengono che la tutela della salute e della sicurezza degli operatori della Polizia di Stato non possa essere oggetto di deroghe, sottovalutazioni o ritardi.
La sicurezza del personale non è una concessione dell’Amministrazione, ma un preciso obbligo di legge.
Pertanto, si richiede un riscontro formale entro 30 giorni dalla ricezione della nota, riservandosi queste Organizzazioni Sindacali, ogni ulteriore iniziativa presso gli organi competenti qualora dovessero emergere violazioni delle disposizioni previste dal D.Lgs. n. 81/2008 e dall’art. 2087
c.c.
ORIGINALE FIRMATO AGLI ATTI














































