OGGETTO: Riscontro nota Ispettorato di P.S. Viminale prot. n.0020790 del 10-7-2026 –
gestione fodere giubbotti antiproiettile (GAP).
Le sigle sindacali in intestazione respingono integralmente le argomentazioni contenute nella nota in oggetto, ritenendole non solo prive di adeguato fondamento logico e tecnico, ma anche in evidente contrasto con gli indirizzi impartiti dalla stessa Amministrazione centrale.
L’intera risposta dell’Ispettorato si fonda sul tentativo di spostare il dibattito sulla qualificazione del giubbotto antiproiettile quale dispositivo di protezione individuale o attrezzatura di protezione individuale. È un’impostazione che appare esclusivamente formalistica e che evita accuratamente di affrontare il vero tema sollevato da queste OO.SS., ossia la tutela delle condizioni igienico-sanitarie del personale chiamato ad utilizzare, quotidianamente e promiscuamente, le medesime fodere dei giubbotti antiproiettile.
Le scriventi sigle sindacali hanno denunciato una gestione che espone il personale all’utilizzo di equipaggiamenti condivisi senza l’adozione di un protocollo certo, programmato e documentato di igienizzazione.
Sorprende che, per giustificare tale situazione, venga richiamato il limitato tempo di utilizzo del GAP, quantificato in circa quindici minuti. Tale affermazione è del tutto irrilevante sotto il profilo igienico. Il contatto diretto tra la fodera e l’operatore, soprattutto nei mesi estivi e in condizioni di intensa sudorazione, rende evidente la necessità di garantire condizioni di pulizia adeguate, indipendentemente dalla durata dell’impiego.
Ancora meno convincente è il riferimento all’assenza di pregresse segnalazioni. La mancata
formalizzazione di esposti non equivale all’inesistenza delle criticità I diritti dei lavoratori non possono essere subordinati al numero delle lamentele rappresentate, né l’obbligo datoriale può essere valutato sulla base della statistica delle segnalazioni.
Particolarmente contraddittorio appare poi il richiamo alle istruzioni del produttore, secondo cui il numero dei lavaggi dovrebbe essere limitato per preservare le caratteristiche del manufatto. Tale indicazione riguarda esclusivamente la conservazione tecnica del prodotto e non può mai trasformarsi in un pretesto per comprimere le esigenze igieniche del personale. Se una maggiore frequenza dei lavaggi comporta una più rapida usura delle fodere, la conseguenza non può essere quella di ridurre gli interventi di pulizia, bensì quella di incrementare la disponibilità delle fodere di ricambio.
Ma il profilo di maggiore criticità della nota è un altro. La Direzione Centrale dei Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale, con nota prot. n.0022049 del 18 marzo 2026, e oggetto:
“Inadempimento degli obblighi datoriali relativi alla gestione del lavaggio e della manutenzione delle uniformi di servizio….” testualmente riporta nella parte conclusiva della nota:<< Per quanto attiene, invece, alla manutenzione di tutte le dotazioni di reparto (es. fodere di ricambio di giubbotti antiproiettile, caschi e kit di alta visibilità) si rappresenta che la scrivente Amministrazione si fa già carico della manutenzione di dette dotazioni, per il tramite di servizi specifici attivati a livello locale con accreditamenti alle competenti Prefetture>>.
Tale affermazione smentisce, nei fatti, l’impostazione sostenuta da codesto Ispettorato. Se la manutenzione delle fodere rientra tra le attività che l’Amministrazione riconosce come proprie, non è comprensibile per quale ragione, presso questo Ufficio, si sia ritenuto di minimizzare il problema, arrivando addirittura a giustificare il mancato lavaggio periodico con argomentazioni prive di qualsiasi reale valenza sotto il profilo della tutela della salute dei lavoratori.
È altresì significativo che, solo dopo la segnalazione di queste OO.SS. e con l’innalzamento delletemperature, sia stato previsto un futuro lavaggio delle fodere. Tale circostanza costituisce la piùevidente conferma della fondatezza delle criticità denunciate e dimostra che il problema esistevaconcretamente, altrimenti non vi sarebbe stata alcuna necessità di intervenire.
Queste OO.SS. invitano pertanto l’Ispettorato in parola, nella figura del Dottor Lauro (DL), aduniformare le proprie procedure agli indirizzi impartiti dalla Direzione Centrale, predisponendo unprogramma periodico di lavaggio, sanificazione e sostituzione delle fodere dei giubbotti antiproiettile,con criteri trasparenti, verificabili e adeguati alle reali esigenze operative del personale.
Per quanto illustrato, le scriventi sigle sindacali, facendo seguito alla nota da noi emessa lo scorso13 giugno ribadiscono con forza, i punti che seguono:
• l’immediata effettuazione di verifiche ispettive presso l’Ispettorato Viminale;
• la verifica della presenza nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di specifiche procedureriguardanti la gestione, la sanificazione e la sostituzione delle fodere dei G.A.P.;
• il coinvolgimento del Medico Competente per la valutazione dei rischi biologici e dermatologiciconnessi all’attuale sistema di utilizzo;
• l’attivazione della procedura impartita dalla Direzione Centrale dei Servizi Tecnico Logistici e dellaGestione Patrimoniale, nella persona dell’Illustre Signora Prefetto Gabriella Faramondi.
In difetto, queste OO.SS. continueranno ad interessare tutti gli Uffici competenti, riservandosi ogniulteriore iniziativa nelle sedi amministrative, ispettive e giudiziarie a tutela dei diritti del personaleoperante.
Con osservanza, si pongono distinti saluti.














































